domenica, novembre 04, 2007

Decorazioni palentine


Sei anni fa dalle pagine di questa fanzine, con l’articolo “decorazioni palentine” firmato da Fajoint, si alzava un coro di protesta per le discariche a cielo aperto presenti nei Piani Patentini. Oggi, nel 2007, quel titolo torna di attualità perché in realtà poco è cambiato. Frigoriferi, lavatrici, tazze del bagno, televisioni e giacchette di pelle stile “vintage” continuano a fare la loro bella presenza in un posto che sarebbe deputato a tutt’altro. Alla base di tutto ciò inciviltà, ignoranza e, soprattutto, nessun rispetto per l’ambiente che ci circonda. Quello che ci fa ancora più riflettere però è che i cittadini sono all’oscuro dell’esistenza di un servizio assolutamente gratuito per riciclare i propri rifiuti ingombranti. Noi ci riproviamo, e come avevamo già fatto sei anni fa, torniamo a “pubblicizzare” questo servizio offerto alla nostra comunità… basta chiamare il numero 0863/979031 per poter prendere un appuntamento (lun – mer – ven) con la ditta incaricata dello smaltimento e il gioco è fatto. Verranno a prendere i vostri “grandi” rifiuti fuori casa…. Semplice no? Forse anche troppo, perciò dimostriamo per una volta un po’ più di intelligenza collettiva!

Radiohead – In Rainbows


Ai tempi di “Pablo Honey”, il loro primissimo album, nessuno si aspettava grandi cose dai Radiohead.

Il cantante aveva una gran bella voce e il disco conteneva un paio di bei pezzi (specialmente CREEP), ma tutto sommato non erano altro che l’ennesimo gruppo (pseudo) grunge… e secondo le previsioni si sarebbero persi per strada come tanti altri…

Ed invece a dar seguito a quel modesto esordio saranno dischi come “The bends” e soprattutto quel capolavoro assoluto che è “Ok Computer”…

Hanno sempre dimostrato una solida lucidità i Radiohead, e pur deviandolo in mille modi (vedi KID A/AMNESIAC), il loro suono è rimasto sempre ben riconoscibile: un inconfondibile marchio di fabbrica.

Street spirit, Karma police, Exit music e Paranoid android sono ormai dei classici e loro una certezza in un panorama musicale straripante spazzatura.

E anche se nessuno può dire se raggiungeranno ancora le alte vette toccate con “Ok computer” e “Kid a”, quel che è certo è che continuano a fare ottimi dischi, come il loro ultimo “In Rainbows”.

Ad onor del vero i brani del disco sono quasi tutti già noti ai fan del gruppo: Reckoner l’hanno suonata spesso dal vivo, mentre le altre circolano già da tempo su emule. Ma in questa veste ufficiale la qualità del suono è decisamente migliore.

Tra tutti i pezzi le mie preferite sono la già citata “Reckoner”, “Nude”(già incisa ai tempi di Ok computer) e soprattutto “All I need” con il suo incedere simil trip-hop.

Ma “In rainbows”ancor prima che per la musica, ha già fatto ampiamente parlare di se per la modalità con cui è stato distribuito. Non più il classico cd venduto nei negozi a prezzi folli, ma un archivio contentente10 tracce, acquistabile direttamente sul loro sito.

E fin qui nulla di così eclatante, visto che ormai su itunes ci comprano in molti.

La cosa veramente straordinaria è che nel caso dei Radiohead a decidere il prezzo è l’acquirente stesso! Tu dai quello che ti senti di dare, anche un solo centesimo, e scarichi l’album con tanto di ricevuta d’acquisto (inviata via mail). Nel giro di soli 10 giorni si sono contati circa un milione di download!

Che sia questa la via d’uscita dalla grossa crisi che sta vivendo questi ultimi tempi l’industria discografica?

Speriamo lo capiscano anche gli altri.

P.S. per chi volesse acquistarlo l’indirizzo è questo: www.inrainbows.com

In the Nino

Il laureato

La sfida è a un tempo audace e avvincente: provare a fare argomentare la maggior parte dei laureandi o freschi laureati che attualmente affollano i marciapiedi di Capistrello.

A quanti di voi, carissimi amici di Kaput, è capitata la disgrazia di imbattersi in uno di quei strani personaggi partoriti di fresco dai moderni atenei. Provate ad impostare un dialogo con una persona capace di vivere solo nel presente, priva del senso del tempo e della profondità storica. Di un essere convinto che il pentapartito fu una coalizione guidata dal Partito Comunista. Di un semiDio (per mamma e papà) incapace di dominare la struttura logica del pensiero, privo di ogni riflessione. Insomma, per farla breve, del tipico personaggio votato alla carriera politica locale, reduce da una fresca discussione di una tesi di laurea, ma soprattutto da una festa, con tanto di lista di invitati e bomboniere, nel quale si annuncia al mondo intero l’avvenuta conquista dello scibile globale da parte del figliolo prediletto.

L’identikit è presto che fatto: il moderno laureato capistrellano, geneticamente modificato nei laboratori del cepu (rigorosamente in forma clandestina), lacunoso, deludente e catastrofico. Posseggono uno scarso vocabolario, imbottiti come sono di televisione, spinette, bar, Audi A3 e Golf. Spesso sono in difficoltà dinanzi le pagine di un giornale (tranne la gazzetta dello sport, specie se tratta articoli sull’amata juventus), non sono in grado di comprendere e decifrare parole che dovrebbero far parte del loro bagaglio culturale. Seguono i modelli circolanti sui media e molto spesso, sempre più spesso, non leggono.

A voi, miei cari “dottori”, è diretta la mia preghiera, accorata e sincera: per favore lasciate cadere nel vuoto ogni vostra aspirazione politica, cambiate obiettivo, come diceva Marcello Mastroianni nel film I soliti ignoti… ”Forti e gagliardi… pala e piccone, quello è il vostro destino”. Abbandonate l’idea della politica, liberateci dall’incubo che la vostra numerosa parentela possa votarvi tanto da mandarvi sul sacro suolo del Municipio. Dateci la possibilità di difenderci o quantomeno di scappare, questo paese ha bisogno di idee, forza e capacità…non di titoli.

Un saluto da Barabba

La barca dei folli


Il più grande concerto mancato della storia - Seconda puntata

Eravate impazienti di questa seconda puntata eh?! Per la gioia di tutti, finalmente, i miei vaghi ricordi sono affiorati per farmi scrivere il seguito della folle avventura…

Cazzate Dove eravamo rimasti? Ah sì… il posto davanti… Così siamo partiti alla volta di Venezia, ma c’era già un piccolo problema… non avevamo tutti i biglietti! Naturalmente a questo inconveniente aveva già pensato Bud, l’uomo più organizzato di tutti; i biglietti ce li avrebbe fatti svoltare suo cugino a Bologna, a un prezzo davvero ragionevole: 20 euro! Perciò la nostra prima sosta sarebbe stata la “vecchia signora” di Guccini. Intanto, mentre “sguazzavo” e facevo capriole nel posto davanti, insieme a Bud che guidava guardavo divertita i tre poveretti ammassati nei sedili posteriori; lungo il viaggio si fantasticava su cosa avremmo fatto al concerto e soprattutto a cosa ci avrebbe riservato la lunga notte di venerdì. Il mio grande desiderio però rimaneva quello di vedere gli Smashing Pumpkins e “chiaramente” di lanciare il mio fantastico reggiseno borchiato a Billy Corgan!!! (Eh sì, non so come, ma a un certo punto è saltata fuori la storia di questo reggiseno fetish!). Insomma, su quell’automobile volavano cazzate assurde; tra il mio reggiseno borchiato, i coretti sull’MDMA di Shak e le “puttane negre” (naturalmente in senso buono) di Amsterdam descritte da Giaino (non so neanche come Gino si sia trasformato in Giaino); l’unica nota positiva e che mi faceva un po’ ricredere sulle nostre facoltà mentali era data dalla musica, rigorosamente in cassetta, che ascoltavamo: Marlene Kuntz, Afterhours e gli amati Pearl Jam di Nello…

Prima tappa in autogrill: la mitica Faxe! Dopo non so più quante ore di viaggio, esausti loro, riposata io, ci siamo fermati in autogrill. Quella tappa è stata fondamentale per ampliare la mia cultura alcolica, ho assaggiato la mitica Faxe, birra conosciuta da tutti i frequentatori di Autogrill. Oltre a questa buonissima birra bevevamo anche le nostre scorte, chiaro, e mangiavamo i nostri viveri. Ci siamo rimessi in macchina, stavolta io mi beccavo il posto di dietro insieme a Nello e Shak, e Giaino contentissimo di avermi fregato il posto stava davanti. Ora stavamo meglio, penso sia per l’alcol sia perché ci stavamo avvicinando.

Poste italiane La nostra tranquillità però fu spezzata dalle poste italiane che ancora non avevano recapitato i biglietti al cugino di Bud a Bologna. Maledizione! Inefficienti poste italiane del cavolo! Ora eravamo agitati. Bud fece 1000 chiamate al cugino ma non c’era verso di recuperare i biglietti. Cosa dovevamo fare? Andare direttamente alle poste centrali di Bologna e così imbottigliarci nel traffico perdendo altre ore, oppure filare dritti fino a Venezia e comprare i biglietti lì? Beh non volevamo perdere troppo tempo con le poste italiane. Un po’ atterriti decidemmo di continuare per Venezia.

Cazzate 2 Il nostro entusiasmo si era un po’ spento, ma la stanchezza ci portò a delirare dopo il 400° km. Le cazzate adesso erano più grandi. Shak era entrato in fissa con le slave e voleva farsi lavare la schiena da qualcuna di loro. Non so perché si era fissato con le slave. Io non riuscivo più a stare ferma intrappolata nel sedile di dietro. Mi annoiavo continuamente. Giaino, Nello e Bud erano stanchi, soprattutto Bud che, poverino, stava guidando non so più da quante ore e era costretto a sentirsi tutte le nostre cazzate. Prima o poi qualcuno sarebbe esploso…

Ci siamo Ma prima che ciò accadesse ci fermammo di nuovo, grazie a Dio. Ci siamo così scaricati e ricaricati. Non ricordo bene cosa sia successo una volta risaliti in macchina, è passato troppo tempo, ma ricordo perfettamente che dopo un po’ ci siamo ritrovati magicamente in Veneto. Intrappolati in un traffico snervante su una strada in mezzo alla campagna. Il cielo era grigio e c’era molta afa. Non ce la facevamo più. Tutti cercavano di stare fuori dai finestrini imprecando che il traffico scorresse. La radio mandava messaggi registrati sull’Heineken Jammin Festival che per fortuna ci tiravano su. Ok, ce l’avevamo fatta finalmente. Mancava solo mezz’ora.

Messaggi registrati Non ci credevamo. Sembrava un sogno, cavolo eravamo arrivati! A svegliarci da quel sogno fu la chiamata del cugino di Bud. “state tutti bene?” chiese al telefono… “come bene?!, manca poco siamo quasi arrivati” rispose Bud. “Non andate, il concerto è stato annullato, c’è stata una tromba d’aria!!!”. “Cosa?! Stai scherzando?”. Penso che poi sia caduta la linea.

Una tromba d’aria?! Ma è praticamente impossibile, era ovvio che fosse uno scherzo. E infatti la radio ci convinse di questo con i suoi messaggi registrati. Ma di lì a poco cominciarono ad arrivare chiamate a raffica: “state bene?”, “Ve sete morti?”. Maledetti messaggi registrati! Ci avevano illuso!

Il sonno paga Si era davvero dimostrata l’unica possibilità su un milione di una tromba d’aria in Italia. Che Sfiga! Ci fermammo in un ristorante comunista per chiamare parenti preoccupati e soprattutto per rilassarci. Eravamo stanchi, increduli e arrabbiati e ci consolava solo il fatto di non essere arrivati lì nel pieno della catastrofe. Per sdrammatizzare Nello dentro il ristorante esordì dicendo: “Me n’cenne jo uto” che per i veneziani, ma penso un po’ per tutti, è una frase in chissà quale lingua. Bevemmo una birra e passammo metà del tempo a sdrammatizzare amareggiati il “piccolo” inconveniente: “Almeno non abbiamo comprato i biglietti”, “è stato lo stesso un bel viaggio”, “Vabbè almeno siamo vivi”, e l’altra metà a decidere sul da farsi. Ormai avevamo fatto 600km, non potevamo sprecare così miseramente il nostro viaggio. Alla fine decidemmo di tornare indietro fino a Bologna dove saremmo stati “accolti” dal cugino di Bud e da Gianluca “Saccoccia”… (to be continued) Maggie

Il losco

sabato, settembre 29, 2007

Marlene Kuntz – UNO

Ai tempi delle superiori i Marlene kuntz erano il mio gruppo preferito, mi piacevano da morire...

Amavo il suono duro e spigoloso delle loro chitarre e le atmosfere tese e cupe dei loro pezzi che spesso sfociavano in “catartiche” esplosioni di rabbia. Ma soprattutto mi piacevano i testi delle canzoni, tanto che li scarabocchiavo dappertutto: sui banchi di scuola, nei diari, sui sedili del treno…

Li ho seguiti per tantissimo tempo, aspettando con ansia ogni loro nuova uscita… poi però è arrivata la delusione di un disco come “bianco sporco” e come succede con gli amici quando ti fanno uno sgarro e tu gli vuoi proprio bene, ti offendi a morte…

Il disco mi deluse così tanto che sentenziai “questi non hanno più nulla da dire”.

Era un disco così mediocre (per le loro capacità) che sembrava che un altro gruppo li stesse omaggiando. Un disco che non era ne carne ne pesce, ne tirato ne lento e nessun pezzo che ti colpiva veramente…

Ma agli amici si da sempre una seconda chance, specie se anche da parte nostra non si è stati tanto clementi…

Poi come è normale che sia, quando si cade, se non ci si è fatti male in maniera irreparabile, ci si rialza più forti di prima.

Ed a ben vedere, “bianco sporco” non era altro che un disco di transito, il disco di un gruppo in cerca di una nuova identità.

Con “UNO” l’hanno (per fortuna) trovata la loro nuova identità; passando dai Marlene rabbiosi e ispirati dalle chitarre rumorose dei sonic youth a quelli di oggi più pacati e in perenne ricerca della melodia perfetta.

Scordatevi dunque i pezzi da pogo violento degli esordi. Nel nuovo corso dei Marlene le chitarre non vanno mai ad aggredire e sopraffare le parole… parole (di una bellezza disarmante) che vanno lasciate respirare!

Poesie in musica, che parlano (com’è giusto che sia) d’amore. L’amore che a volte ci fa commettere atti di violenza inaudita, l’amore che è il più doloroso dei mali, l’amore che però è anche una musa ispiratrice e unica ragione di vita…

A rendere ancora più speciale il disco, nel Booklet oltre ai testi delle canzoni ci sono molti interventi inediti di alcuni tra i nostri migliori scrittori: Stefano Benni, Enrico Brizzi, Carlo Lucarelli, Paolo Conte… quest’ultimo suona anche il piano in uno dei pezzi più belli: Musa.

Grandi Marlene! Bentornati.

In_the_Nino

sabato, settembre 01, 2007

El cardo siempre cantando y la flor siempre calleda. Que cante la flor y se calle el cardo - Loly y Manuel


EcoMmascari

“Stupito-Perplesso” sono le sensazioni più comuni quando si hanno di fronte obbrobri come gli ecomostri. Tristemente famosi in ogni angolo del Belpaese, lentamente iniziano a cadere e ad essere demoliti. Nel nostro paese, terra di geni e di svelti, non poteva mancare a rappresentanza sindacale, uno degli ecomostri più brutti e stupidi che il genere umano abbia prodotto. Tal Ostello della gioventù, costruito ormai da più di due lustri, abbandonato per più di due lustri ed ora in restauro. Una costruzione cementizia piramidale di rara bruttezza, inguainata da cima a fondo, incastonata nel bellissimo verde delle nostre montagne. Ricordo ancora le proteste di molti cittadini ai tempi della costruzione, io allora ero solo un bambino ma impressa nella mia mente è rimasta la passione di quella gente che cercava in ogni modo di (impedire) non permettere l’inizio dei lavori. Lo avevano predetto, sapevano che sarebbe finita così… ma sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine che, come spesso accade, hanno dovuto trattare da criminali persone che protestavano senza violenza ed in maniera civile. Ma questa è storia vecchia, i problemi di allora sono rimasti, l’Ostello della schifezza è andato in malora, abbandonato fino al nuovo restyling. Eccola la genialata, l’ecoMmascaro va restaurato ed affidato in gestione magari ad un non capistrellano, la motivazione è semplice: sarà una svolta epocale per tutti noi, ci cambierà probabilmente la vita, era quello di cui il paese aveva bisogno. Scusate mi sto quasi commovendo al solo pensiero. Già, l’Ostello è una di quelle necessità che vanno risolte in tempi brevissimi, il fiore all’occhiello dell’unico paese montano d’Abruzzo che nel suo territorio non ha zone parco o riserva per paura di non poter più mangiare due bistecche di pecora d’estate in altura… la forza dell’altruismo e del rispetto della natura. Staremo ancora a vedere, vigileremo, la mia proposta che è di tanti è di abbattere quella schifezza e bonificare l’area evitando anche problemi futuri di smaltimento. Vorrei sottolineare che non mi interessa attaccare giunte comunali o schieramenti politici, non so chi abbia deciso il restauro, non voglio neanche saperlo, vorrei solo che il buon senso e la correttezza fossero patrimonio cittadino e che le risorse siano impiegate per questioni di priorità assoluta e non per qualcosa di cui ci dobbiamo vergognare. Purtroppo, qualcosa mi dice che la storia si ripete… Ripetutamente!!! Sappiamo tutti come nel nostro paese, i fondi ed i finanziamenti siano sempre stati ben impiegati… famosi sono i bagni estivi ed invernali nella olimpionica piscina comunale, un vanto per il paese che ha valicato i confini dell’Abruzzo, ho ricevuto personalmente una mail della Manudou in cui spiegava di voler lasciare Torino per allenarsi nella nostra splendida piscina. E che dire del bocciofilo, un gioiello di funzionalità, voluto fortemente dai giovani di Capistrello che stanchi di allenarsi nei centri dei paesi vicini, dopo anni di lotte serrate sono riusciti ad ottenerlo. Io ho un progetto migliore, costruiamo un aeroporto nei piani palentini e visto che il traffico sarà indubbiamente poco, potremmo usarlo anche come kartodromo ed autodromo… sono un genio più di tutti quelli che hanno avuto ste belle pensate vero? Insomma, potrei continuare, ma rimando alle prossime puntate, per gentilezza e cortesia. A differenza di molti che vogliono bene solo a se stessi, io voglio bene al mio paese, ma se non imparate a centrare la tazza quando cagate o se non portate a casa ‘a munnezz’ quando andate in montagna, siete voi gli idioti e non chi raccoglie la propria merda e quella degli altri. Fajoint

gli annunci di Kaput

Bandi di concorso per cittadini volenterosi: Cercasi due cittadini volonterosi per ottemperare a questioni di pubblica necessità. A) Cittadino volenteroso che paghi l’abbonamento (70 euro) alla Gazzetta Ufficiale in modo da permettere a chi non ha internet di poterla consultare all’interno del Comune. B) Cittadino volenteroso che presieda a riunioni, come quella indetta dalla Provincia sul tema dei rifiuti, a cui i nostri amministratori sono impossibilitati a partecipare per impegni ben più importanti (?).

Nuovi marciapiedi: l’Asmi (associazione sindacale dei marciapiedi italiani) ringrazia sentitamente l’amministrazione Comunale e chi ha sborsato i soldi per permettere il rifacimento e la ristrutturazione dei marciapiedi sul nostro territorio. Finalmente – si legge in una nota – saremo in grado di poter far passeggiare tranquillamente centinaia di cittadini che non dovranno più fare le montagne russe a piedi. Critici gli alberi: e adesso cosa ne sarà di noi?

Questa volta è ufficiale: il più grande ed estroso talento nostrano lascia il calcio. Da quest’anno non vedremo più sui nostri campi polverosi le gesta, l’estro e la fantasia di Babà. Il mitico numero 10 ha dichiarato di non essere pronto ad affrontare una nuova faticosa stagione calcistica in quel della Virtus di Mister X. Raggiunto dalla nostra redazione in quel di Sperlonga, dove il nostro ha passato le vacanze comodamente disteso su un’amaca, ha dichiarato solo: “Bisogna stare in un ambiente sano per divertirsi sanamente”

Kaput va in parlamento

No no, nostri amati lettori indipendenti… non siamo impazziti! Non abbiamo deciso di candidarci alle prossime elezioni “indette” da Berlusconi a primavera né, tanto meno, siamo stati invitati dal “Presidente” Bertinotti ad assistere ad una riunione plenaria della Camera… Piuttosto, arriviamo in Parlamento con un iter che ci da grande soddisfazione e, lasciatecelo dire, anche un po’ di vanto. In breve i fatti: nell’ultimo numero di Kaput (19maggio07) prima delle nostre solite e consuete lunghe vacanze, abbiamo aperto con la denuncia di sconsiderati aumenti del gas metano nel nostro paese. In solo un anno le bollette pagate dai capistrellani erano aumentate del 40%. Kaput non ha fatto altro che denunciare questo episodio con la speranza che chi di dovere si interessasse a fare luce su tutto ciò. Fatto sta che qualche giorno fa nella nostra casella di posta è arrivata una e-mail firmata nientepopòdimeno che dall’ex Dottor Sindaco, quello che ha preceduto sul trono del Palazzo l’altro Dottor Sindaco, alle prese ancora oggi con la difficile gestione delle proprie forze psicofisiche al fine di cercare di amministrare questo paese. Abbiamo sempre pubblicato tutte le lettere che ci sono arrivate in redazione senza censura e, naturalmente, lo facciamo anche con questa:

Caro Kaput, dopo aver letto il vostro numero del 19/05/2007, ed in particolare “il metano ti dà una mano”, ci siamo mossi per ricercare le cause degli aumenti e, ci tengo a precisare, nonostante il compito spettasse agli attuali amministratori. Il mondo comunque va così e nonostante le vostre, a volte giuste, critiche alla mia amministrazione, abbiamo sgobbato per capire il perché degli illegittimi aumenti delle bollette. Crediamo di esserci riusciti ed abbiamo coinvolto l'Onorevole Pina Fasciani che presenterà un'interrogazione parlamentare. Vi invio il testo del manifestino esplicativo. La materia sulla composizione della tariffa del gas è molto ostica per cui non è stato possibile essere più precisi se non a danno della chiarezza. Saluti e buon lavoro. Paolo De Meis, Domenico Scatena.

Questa l’e-mail arrivata a noi, seguita da quel famoso manifestino esplicativo che avrete avuto modo di leggere in giro per i bar. In buona sostanza gli aumenti non sembrerebbero del tutto legittimi e in tal caso la ditta distributrice sarebbe obbligata a restituire qualche centinaia di euro a famiglia, come del resto, in alcuni casi e comunque sempre dopo la denuncia di Kaput, sembra sia già accaduto. Ora, tralasciando la propaganda che i nostri stanno facendo attorno al caso, Kaput non può che ritenersi soddisfatto di come siano andate le cose… il fatto che Capistrello e le difficoltà economiche dei cittadini di fronte agli sconsiderati aumenti arrivino in Parlamento ci riempiono di orgoglio, perché ciò significa che il nostro lavoro di denuncia è servito a qualcosa. Non sappiamo come andrà a finire questa storia e se avrà veramente un seguito, ma tutto ciò è la dimostrazione, per noi, di come partendo dal basso si possano raggiungere grandi risultati. È la dimostrazione di come stando sempre zitti e rimanendo passivi verso tutte le imposizioni che vengono dall’alto saremo sempre pronti a prenderlo in quel posto e che invece, quando si è in grado di formare un opposizione di massa critica è possibile cambiare il corso degli eventi. È la dimostrazione che Capistrello e i capistrellani non possono e non devono aspettarsi che il paese diventi migliore solo contando su chi ci amministra; piuttosto c’è bisogno di un risveglio delle coscienze di tutti affinché le cose cambino, di un nuovo modo di pensare per il bene comune e di una nuova mentalità, aperta e propositiva invece che retrograda e indifferente. La frase di apertura di questo numero non è stata scelta a caso: è veramente arrivato il momento che il cardo stia zitto e che a cantare siano, ora e subito, i fiori.

g79@email.it