Ciao Kaputtisti! Per la serie chi non muore si rivede, rieccoci in pista dopo la nostra solita lunga pausa estiva. Lo sapete com'è no? L'estate non è proprio il periodo più prolifico per le nostre menti oziose e così Kaput chiude per ferie. Ora, anche se l'estate non sembra voler finire mai, siamo di nuovo in pista e pronti a ricominciare anche un pò a "scassare" le palle con la nostra fanzine (Usciamo Venerdì... lanciamo il solito appello a chi vuole scrivere qualcosa), intanto però ci stiamo preparando a salutarla questa estate (sempre che non voglia rimanere con noi anche a settembreottombrenovembre) con l'ormai tradizionale appuntamento del Falò. Vi aspettiamo sabato 1 settembre alla "Regna" con la musica di InTheNino e della sua UCrew, birra, vino, qualche panino (forse) e l'omaggio al dio del Fuoco...lunedì, agosto 27, 2007
Bruciamo l'estate!
Ciao Kaputtisti! Per la serie chi non muore si rivede, rieccoci in pista dopo la nostra solita lunga pausa estiva. Lo sapete com'è no? L'estate non è proprio il periodo più prolifico per le nostre menti oziose e così Kaput chiude per ferie. Ora, anche se l'estate non sembra voler finire mai, siamo di nuovo in pista e pronti a ricominciare anche un pò a "scassare" le palle con la nostra fanzine (Usciamo Venerdì... lanciamo il solito appello a chi vuole scrivere qualcosa), intanto però ci stiamo preparando a salutarla questa estate (sempre che non voglia rimanere con noi anche a settembreottombrenovembre) con l'ormai tradizionale appuntamento del Falò. Vi aspettiamo sabato 1 settembre alla "Regna" con la musica di InTheNino e della sua UCrew, birra, vino, qualche panino (forse) e l'omaggio al dio del Fuoco...domenica, maggio 20, 2007
editoriale
Buon compleanno Kaput! Oggi compiano sei anni, e lo facciamo con enorme soddisfazione perché sei anni significa che ormai siamo una “cosa” duratura, una delle poche iniziative che hanno preso piede a Capistrello e che ancora resistono. Torniamo più graffianti che mai perché tanti di voi ce lo hanno chiesto, e allora eccoci qui a mettere nero su bianco un po’ di cose che ci andava di dire e anche che ci hanno chiesto di scrivere! Poi una sorpresa, una nuova rubrica; “sciarpelluni”, per raccontarvi le storie come si faceva una volta attorno al camino, se volete aiutarci, andate a farvele raccontare anche voi alle vostre vecchie nonne. Lo spazio per loro ci sarà sempre! Ah, dimenticavamo… usciamo con sei pagine… quindi belle offerte per piacere…
Cosa succede in città
Cosa succede, cosa succede in città, c'è qualche cosa... Qualcosa che non va!!! Guarda Lì, guarda Là che CONFUSIONE...
Beh direi proprio che l’assenza della nostra fanzine negli ultimi tempi non si sia fatta sentire più di tanto. Di manifesti, fogli e foglietti se ne sono visti comunque tanti e in questo senso sembra proprio che “Kaput” abbia fatto scuola. Del resto quale miglior modo di far arrivare i propri messaggi ai cittadini se non, diciamo così, a mezzo “stampa”? In effetti sarebbe bastato che i nostri amministratori (presenti e passati) avessero fatto qualcosa di buono per il paese… credo proprio che i cittadini, invece di leggere una serie di volantini partitici, avrebbero preferito di molto pagare meno tasse, poter usufruire di servizi efficienti e funzionali, avere luoghi di incontro per i più giovani e spazi dove portare i propri bambini in tranquillità, sarebbe bastato persino un campo di calcetto in grado di poter farci giocare a pallone… e invece... In questo contesto i nostri amministratori (e qui ripeto: presenti e passati) sono riusciti a inscenare una querelle degna dello scontro politico che ormai ci perseguita in ogni momento a livello nazionale; tutto destinato a provocare nel cittadino uno stato confusionale che impedisce di sperare, per il momento, in un futuro migliore. Volendo analizzare il tutto, non possiamo che farlo con il sorriso sulle labbra perché di serio, è da crederci, c’è rimasto poco e niente; partiamo dal dottor sindaco allora: le minacce di dimissioni rilasciate sui giornali locali hanno dato il via al caos di questo periodo, ma sono solo l’ultimo sfogo di un Primo Cittadino che dal giorno della sua elezione non ha fatto altro che sparare a zero sui propri alleati, come se la sua vecchia militanza nel Pci, in fondo, gli sia rimasta nelle vene… Fatto da non sottovalutare se si considera che i suoi più stretti confidenti, oltre all’amico fraterno Prof. naturalmente, sembrano essere proprio uomini della vecchia guardia di Rifondazione, che con la sua componente più giovane invece, rimane la più attiva nel chiedere chiarimenti per cercare di far luce sull’“intricata” vicenda e intanto, è anche l’unica che cerca di organizzare qualcosa… (domani andate tutti a firmare per la tutela dell’acqua come bene comune mi raccomando!)... Intanto di dimissioni lui ne parla un giorno si e l’altro pure, e il paese, che le rassegni o no, continua ad aspettare altre risposte. Gli alleati: stupisce esageratamente la presa di posizione dell’Udc che ha presentato un manifesto programmatico per Capistrello. Ora, complimenti per le “lodevoli” intenzioni, forse però i rappresentanti dell’ex DC dovrebbero rendersi conto che fanno parte del Governo comunale e che non si trovano in campagna elettorale. Fatti! Non pugnette! Gli esponenti di FI hanno chiesto anch’essi un chiarimento sull’azione di governo; i volantini, almeno loro, se li sono risparmiati, e sono stati gli unici ad attuare un cambiamento con le dimissioni del vicesindaco, resta solo da capire se per esigenze private o per dissidi di maggioranza... Per quanto riguarda An: non pervenuti, e, a parte le dichiarazioni del Sindaco, le ultime notizie in merito sono relative solo alla scomparsa della loro sede. Poi ci sarebbero gli altri, quelli che hanno amministrato prima e quelli che si stanno sforzando in tutti i modi di creare qualcosa di nuovo; come la Margherita, alle prese con la creazione di quel brutto mostro che si chiama Partito Democratico, intanto però a Capistrello continuano a nascere circoli del partito di Rutelli… sembra ce ne siano già cinque (ma non ne bastava uno?), indubbiamente un bel biglietto da visita per proporsi alla corte del ‘nostro’ senatore… I Ds invece, anch’essi in confusione tra scissioni e costituenti, sono i più attivi nella pubblicazione di volantini (si vede che qualcosa della propaganda comunista gli è rimasta nel sangue…) e insieme a Pci e Sdi sono anche i più attivi nella protesta contro l’attuale maggioranza; non dimentichino mai lor signori che qualche colpa ce l’hanno pure loro… Questa, molto in sintesi, la nostra analisi ‘semiseria’… lo sapete, ci piace parlare di voi con il sorriso sulle labbra, quindi non prendeteci troppo sul serio come fate sempre! In fondo Kaput è sei anni che esiste e se aveste ascoltato tutti i messaggi che vi abbiamo mandato in questi anni, forse il paese oggi sarebbe migliore. Continuate quindi a trastullarvi nelle vostre congetture politiche, nelle vostre creazioni di sedi di partito e gruppi consiliari, continuate a chiacchierare fuori dal ‘foro’; sinistri, destri, centristi di qua e centristi di là tutti insieme, ma per piacere! Nel frattempo, se vi capita, cercate anche di fare qualcosa per il paese! Non so voi, ma noi ne abbiamo tutti bisogno.
COSA SUCCEDE...NON succede Nulla...c'è confusione... SI ma in fondo è sempre quella!!!
g79
A volte mi DiCo «Maestro che cosa devo fare?»
Fajoint
Recensioni
recensioni
Battles – Mirrored (warp records)
Parlando di warp records vengono in mente artisti come aphex twin, autechre, Board of Canada, speedy j… tutta gente che con il proprio operato ha contribuito ad accrescere l’hype attorno alla musica techno ed elettronica in genere.
All’etichetta ed ai suoi artisti l’attuale ondata minimalista deve molto, non fosse altro per l’orgia di blip, bassi profondi e distorsioni di “windowlicker” di un ancora ispirato Richard D. James (aka aphex twin).
Ma negli ultimi tempi la warp records ha allargato i propri orizzonti ed ha iniziato ad interessarsi anche di indie rock pubblicando i dischi di Vincent Gallo, Maximo Park, Chk chk chk e soprattutto Battles.
I battles attivi dal 2002 nascono con l’intento dichiarato di esplorare diversi orizzonti sonori senza porsi freno verso alcun genere musicale.
Seppur nuovo nome della scena newyorkese, ogni membro della band vanta un curriculum di grande prestigio ed è quindi subito tanto l’interesse attorno a loro, e fin da subito i loro live set convincono stampa e semplici spettatori.
Pubblicano 3 dischi solo nel 2004, ma è con l’uscita di quest’ ultimo “mirrored” che il mondo intero si accorge di loro.
Nonostante la musica dei Battles non sia delle più digeribili, il disco sin dal primo ascolto affascina e convince l’ascoltatore, a cui viene sparata in faccia una miscela di suoni che mischia metal, jazz, psychedelia, elettronica, post rock…
Quando si fanno cose del genere non è facile mantenere la calma, e il più delle volte ci si lascia andare in inutili virtuosismi (specie quando si è ottimi musicisti), ed il rischio di annoiare l’ascoltatore è sempre in agguato. Ma i Battles riescono invece a mantenere una propria coerenza, non scadendo mai nel banale ed imprimendo su ogni pezzo il proprio marchio di fabbrica (prerogativa di ogni grande band).
Lungo tutto il “percorso” del disco sono disseminate trovate geniali che a me personalmente hanno fatto rizzare i peli.
Come quando in “Tonto” dopo una lunga cavalcata strumentale affiora un motivetto orientale che nulla ha a che fare con il resto ma, non si sa come, non ci sta male…
Colpisce anche l’uso che i battles fanno della voce: Effettata, vocoderizzata, ed in genere usata come uno strumento vero e proprio che si fonde con tutto resto, creando delle suggestive trame sonore. Tra i pezzi dell’album spiccano sicuramente la già citata “Tonto”, “Ddiamond”, “Leyendecker”, ma soprattutto “Atlas” che con il suo incedere ossessivo ed il cantato ipnotico si candida a pezzo rock dell’Anno!
In_the_Nino
Remo – Mizar (Confused)
Questo a mio avviso è un periodo ricco di produzioni, finalmente dopo molto tempo si riesce ad ascoltare buona musica, musica che spesso e volentieri proviene dall’Europa e questo mi riempie il cuore di gioia.
Un disco che merita attenzione è Mizar di Remo, nuova produzione per l’etichetta Confused.
Due tracce tutte da suonare, la versione Original è una vera bomba in pista e il Remix firmato Audiofly è un viaggio continuo e costante tra sonorità veramente affascinanti.
Insomma due tracce potentissime da non poter assolutamente perdere.
Domenico “Paffetta” Ciaffone
Piemont – Carbonat (My best friend)
Due tracce per questa nuova uscita, due tracce electro minimali che possono fare differenza in pista.
La prima traccia Carbonat è una vera hit minimale con delle sonorità veramente “ingombranti”!
Glycerin invece è GLICERINAAAAAAAAAAAA…una bomba!
Che dire…complimenti a tutta
Domenico “Paffetta” Ciaffone
Sciarpelluni
La Favola dei 3 coculi
Stemmo i e Cesiddio, era appena tempo e coculi, quande le cerascia erano nere e toste. Na mmatina ci nne emmo alla Madonna e contra. Loco ci nn'azzecchemmo a n'albero e cerascia e comenzemmo a magnà a quattro mani. Manco mezz'ora e arriva jo padrono...isso strillea da sotto la pianta co na perteca 'nmani, ma nu non calemmo. Pe glio fa ì, Cesiddio s'abbasseste i pantaluni e comenzeste a scacarellacci ncapo, ma isso nze nne ea e continuea a strillà:”tanto ecco aete recalà, addo scappete?” Verso l'una finalmente se nne este e potemmo recalà! Sballemmo alla via e lla turricella e alla parte e glio casciaro ci retroemmo 'nmeso a nno campo e coculi...begli, rossi, sinceri, ci ne collemmo no paro e ci gli cocemmo loco...nel frattempo, era arrivato Giuannino, no ziottiglio basso e no poco “mariuolo”(ma se sa erano tempi e fama) e ci iceste:”So gli ostri ssi coculi?” Però ci lasseste magnà e se cci reotea. Feniti ci iceste: “Bravi, ci sete magnati 3 coculi, me doete portà no fiasco e vino ruscio e 3000 lire”. Va beh, ci nne reèmmo alle casi senza manco penzacci. Quante so le 7 le 8 ella sera, sento e bussà a casa e na voce icea: “Carlì, Carlì!” Carlino (papà), iceste: “Chi si?” I già ero sgamato la malparata e m'ero arrizzato prima che papà me facea arrivà chè soffiettata alla schina...quando la voce responneste: “So Giuannino, ma dà redà na bottiglia e vino ruscio e 3000 lire ca figlieto m'ha sdemisso no campo e coculi!” “Ma mo chi me lle 'à 3000 lire” iceste papà e ci este no fiasco e vino co la promessa che gli sordi ci gli sarria dati n'atro jorno. A papà già se cc'era remposta la serata, quando comme era usanza quele sere, ci sfidemmo a carti e facemmo aglio padrone i e Cesiddio contro i padri nostri...ci giochemmo jo Dragani e alla fine vencemmo nu e gli facemmo pure olemi. Papà s'era annascosa na mazza e c'abbotestero e paiate e nci facestero manco rentrà alle casi la notte . Pe dispetto allora, ci emmo a fregà du cagline a Giuannino e ci nne scappemmo alla 'Rotta e gli Briganti. Quande recalèmmo, Giuseppe la guardia ci porteste alla caserma...fortuna che èmmo ancora varzitti e raccontata la storia che pe 3 coculi c'erano abbottato e mazzate e le cagline era no dispetto pe quelo, ci lassistero perde e ci nne reémmo alle casi.
Pe 5 sigarette
Quand'emmo zichi, ci nne èmmo sempre all'Ara e glio fiumo a utriacci mmeso alla natura. Quio jorno steo co Giuanni e daglio ponticeglio ci reotemmo aglio fiumo che passea sotto. L'acqua a quio punto era arda massimo no metro e Guido ci iceste: “se tenete jo coraggio de jettacci daglio ponte ve engo 5 sigarette”. Giuanni se etteste al volo e sciujeste appena sotto jo pio dell'acqua comme no derfino. Tocchea a mi, ma me steo un po' a repiglià pe l'altezza deglio ponte e dell'acqua. Alla fine me faceste coraggio e me etteste, cinque sigarette erano 5 sigarette. Tutto jo fiumo Ruscio, me rompeste naso, no raccio e atre cose varie che non me recòrdo. Ancora tengo i sfreggi! Quando fa sé cazzate (che non se doarriano fa) è meglio che non ci pinzi, o te itti al volo comme Giuanni o lassi perde!
lunedì, maggio 14, 2007
happy birthday Kaput
domenica, febbraio 18, 2007
a lezione dal prof.
Nell’ultimo numero di Kaput, e sì lo so che c’abbiamo messo tanto a sfornarne un altro, ma di cose in questo periodo me ne sono capitate troppe e poi c’è stato il post Natale che da noi è sempre un po’ moscio per farti venire voglia di fare le cose e poi tanto lo sapete che Kaput ogni tanto le sue pause se le concede. Comunque dicevamo: nell’edizione natalizia della nostra fanzine, un po’ per par condicio e un po’ perché ci piace così abbiamo pubblicato un articolo e una vignetta con il chiaro intento di mettere un po’ di sale nella discussione politica paesana. Ora, chiarito subito a chi non lo ha ancora capito che il personaggio rappresentato dalla vignetta non era il Professor Tollis, bensì un po’ tutti quelli della sua lista che sono passati alla Margherita dopo aver sostenuto il bisogno e la necessità di stare lontano dai partiti, passiamo all’altro pomo della discordia, che era rappresentato dall’articolo firmato dal nostro enigmatico Barabba, in cui l’autore chiedeva un maggior impegno da parte degli esponenti dell’opposizione che siedono in consiglio comunale, rei, secondo lui, di immobilismo e di poca attività nel proprio ruolo di garante della democrazia. Bene, a seguito della distribuzione del giornale nei luoghi deputati alla vita sociale di Capistrello (sapete già di quali luoghi sto parlando immagino) il Professor Tollis ci ha cercati. Prima osservazione strettamente personale: stimo cento volte di più Tollis per averci cercato e per parlare con noi dell’articolo, che quei personaggi politici che ci elogiavano quando criticavamo la giunta De Meis e ora che sono nel Palazzo dicono che siamo dei casinari ecc. ecc. per non parlare poi di quelli che la fanzine la strappano fuori dai bar accecati dall’ignoranza. Insomma, Tollis ci ha cercato perché ha voluto intavolare con noi una discussione sull’argomento e noi gliene siamo grati perché in fondo Kaput lo facciamo per lanciare delle idee, dei messaggi, e se questi vengono raccolti per noi è una grande soddisfazione. Il Professore ci ha tenuto a dire che “l’immobilismo dell’opposizione è dovuto semplicemente al fatto che la maggioranza non sta ancora lavorando” (le dichiarazioni riportate sono di circa un mese fa ndr.) “tutti gli ultimi consigli sono stati solo tecnici, e si è lavorato solo al risanamento del bilancio, senza prendere altre decisioni”. Il prof. Ha ribadito che si sente partecipe del suo ruolo, quello di attento vigile affinché la maggioranza non prenda decisioni avventate che possano far male al paese, ma non può e non vuole promettere un’opposizione urlata “perché l’opposizione si fa sugli atti, con un impegno e uno studio analitico dei problemi” e a giudicare dal libro di gestione degli enti amministrativi che aveva sul tavolo pensiamo di potergli credere se dice che sta lavorando affinché tutto si svolga nel rispetto delle leggi. “Per evitare il ripetersi di errori che hanno già fatto del male al nostro paese” continua il Prof. “è importante essere vigili, e so già che quando ci sarà qualcosa che non va non mancherò di discuterne nelle sedi appropriate per poi tirare in ballo la popolazione. Quello che si prospetta è un futuro che potrebbe riservare antipatiche sorprese, soprattutto contro l’ambiente che ci circonda, unica ricchezza che ancora ci rimane, messo in pericolo da progetti faraonici di imprese che non hanno né capo né coda e che qualcuno dei nostri amministratori aveva già presi per buoni”. Ci lasciamo così, vedendo nero su bianco il progetto di una mega discarica pensata per Capistrello e fortunatamente mai realizzata (visto che qualcuno ha capito che se l’unico “esemplare” di questo tipo di discariche a base di prodotti chimici si trovava in Nigeria un motivo c’era) e con l’attenzione verso futuri colpi di testa che qualcuno potrebbe avere, magari pensando di distruggere G79
Loud hero
Nel 1981 la disco viene dichiarata morta e le case discografiche iniziano a stampare sempre meno dischi Dance. I DJ dell’epoca per far fronte a questa carenza di materia prima, si vedono costretti a rimboccarsi le maniche e trovare nuove strade. Frankie Knuckles, che a quei tempi suona al Warehouse di Chicago, inizia a rispolverare vecchi classici del Philly sound e a proporre oscuri dischi di importazione europea, e allo stesso tempo inizia la sua sperimentazione con le macchine. Sovrappone batterie elettroniche a vecchi pezzi soul e disco, allungandone le parti strumentali e aggiungendo qua è la pezzi di altri dischi; è solo ad una sua fase embrionale, ma la gente inizia già a chiamare “House” questa nuova musica, per via del locale in cui viene suonata. Alla fine dell’82 Knuckles lascia il Warehouse che nel frattempo era diventato il Music Box, ed a sostituirlo in consolle arriva Ron Hardy, di ritorno da una lunga trasferta in California.
Ron ritrova la sua Chicago in pieno fermento musicale, e seguendo l’esempio di Knuckles inizia anche lui a sperimentare, ma lo fa con un approccio più selvaggio, più istintivo e senza freni… è a questo punto della storia che l’house music prende veramente forma!
“Ron Hardy è quello che potrei definire senza mezzi termini il Big Bang del nostro universo sonoro.” dice il dj/producer Andrea Doria. “Un universo formato di colori, odori e a volte perfino di sapori. Mi chiedo spesso cosa sarebbe la musica adesso se quella meteora non si fosse schiantata su Chicago. Come posso non averlo incorniciato e incoronato RE nella mia stanza dei ricordi. Sono un fan accanito di quei tempi e di quella ingenuità nel giocare con le macchine per creare sensazionali incastri ritmici, spesso mentali, ipnotici, surreali, capaci di generare sudore, calore, movimento e perchè no, sesso.”
Il Music Box, grazie a Ron diventa il tempio dell’underground, un luogo di sperimentazione e catarsi collettiva: una giungla buia e rumorosa, dove corpi nudi e sudati ballano al ritmo di una musica ipnotica e sensuale, primitiva e moderna…
Ron manda in visibilio la folla con i suoi set energici e grezzi, suonati con tale intensità e ad un volume così elevato che non è raro vedere gente piangere per la forte emozione.
“Ron was a Real loud adventurous house music in
Quello che stava accadendo a Chicago, grazie soprattutto a Hardy, ben presto avrebbe contagiato il mondo intero, ma saranno gli altri a prendersi tutta la fama e la gloria.
Filippo Nardi che nell’86 inizia la sua carriera di dj a Londra, ci dice che all’epoca in Inghilterra si sapeva ben poco di Ronny, erano ben altri i nomi americani di punta, Frankie Knuckles su tutti, ma secondo Onirika, la talentuosa dj/producer Riminese, "Ron amava il futuro e il futuro ha sempre amato ed ama Ron. Nuovi suoni, nuove miscelazioni, in un epoca che ha segnato l'evoluzione dell'House Music. Tutti quanti, oggi, dobbiamo gran parte della nostra arte a lui…". È forse per questo suo essere troppo avanti che Ron in vita non diventerà mai troppo conosciuto.
Ron, così come in Consolle, anche nella vita di tutti i giorni non si pone freni e inizia ad esagerare con le droghe. All’inizio sembra solo l’esuberanza di un dj, ma diviene ben presto un problema che oscurerà il suo immenso talento. Inizia a pensare solo a farsi e vende i suoi dischi e le sue cassette mixate per comprarsi la roba… e, ahimé, nel 91 arriva la dose fatale!
Ron ci ha lasciato in affidamento il suo pargolo, e in questi anni lo abbiamo amato, celebrato, ma a volte anche deriso e insozzato! Dobbiamo tutti molto a Ron, e anche chi non si sente direttamente ispirato dalla sua opera sa quanto importante sia stato il suo contributo.
I Relative Depth affermano“musicalmente ci sentiamo più vicini a quello che nello stesso periodo veniva prodotto in Europa ed in Italia, ma il suo eclettismo ed il suo pionierismo sono doti che fanno di lui un grande maestro per tutti quei dj che sono nati dopo....”
Per Marcello Giordani (from dirt crew records), “Ronny è stato, insieme a Larry Levan, ciò che ogni Dj al mondo avrebbe voluto essere, il più grande talento in assoluto".
Non posso che dargli ragione. (R.I.P.)
In_the_Nino
