venerdì, novembre 24, 2006
e ancora...
mercoledì, novembre 22, 2006
le nuove spillette di kaput
carissimi webkaputtisti, abbiamo una sorpresa per voi.In anteprima vi facciamo vedere le nuove spille di Kaput!
Il motto è un detto popolare raccontatoci da uno di cui non facciamo il nome perchè potrebe chiederci i diritti siae.
Sperando che vi piacciano, ma siamo sicuri di sì, aspettiamo qualche giorno per averle a disposizione e poi le cominceremo a distribuire ad un prezzo simbolico di 1 euro, come al solito per rifarci delle spese. Se volete prenotarne una scrivete pure qui.
cia...
lunedì, novembre 06, 2006
domenica, ottobre 22, 2006
Capistrello 21 ottobre 2015
Dall’inviato del Corriere della Sera:
La camera 465 è vuota, l’ultimo paziente se ne è andato alle 10. Il reparto infettivo della clinica di via Roma ora può essere finalmente bruciato. Con quella di oggi, il conto delle vittime è arrivato a 3.790. Il paese è attonito. Qui, nel bel mezzo del verde, in un Abruzzo rigoglioso, si è consumata una delle più grandi tragedie degli ultimi decenni.
La malattia che aveva colpito Peppe, sei mesi fa, non aveva destato preoccupazione ne ai cittadini né alle autorità, quando però, prima la moglie e poi i figli hanno cominciato ad accusare gli stessi sintomi, il dottor Angelilli ha subito capito che tirava una brutta aria. Peccato che il governatore e la sua giunta abbiano voluto tenere la cosa nascosta per più di due mesi. Solo allora la popolazione è stata informata di essere in pericolo. A quel punto l’epidemia alcolica aveva già fatto il suo corso, e i fegati di più di mille persone erano già andati. Non sono bastati gli interventi tampone dei sanitari, la chiusura forzata di tutti i bar e il provvedimento straordinario che ha ristabilito il proibizionismo alcolico. Ormai gli abitanti vagavano inebetiti per strada con la bocca spalancata e la lingua secca, alla ricerca di una bevanda che contenesse una minima percentuale di alcol.
Alle domande dei giornalisti, arrivati nelle ultime settimane da tutto il mondo, nessuno ha voluto rispondere. Un’omertà degna del più piccolo paese del corleonese. - Tutti sapevano, ma nessuno ha agito per cambiare le cose -, questa l’unica dichiarazione strappata da un giornalista d’inchiesta ad una coppia di giovani “coraggiosi” che ancora nasconde le ultime Peroni con cui ogni sera si danno la buonanotte.
Ora per questo piccolo paese sembra il momento di rinascere. – Al posto della clinica – ha annunciato infatti il presidente del consiglio comunale (l’unico rappresentante istituzionale scampato alla tragedia) – verrà costruito in fretta e furia un centro ricreativo, uno dei più moderni, con cinema, teatro, spazi ludici per i più giovani e persino una biblioteca dotata di 3000 testi. – Non ci rimane da pensare che forse sarebbe bastato pensarci prima.
g79
le giuste parole
Ma che bello che è parlare con la lingua dei cafoni: fa tutto un altro effetto dire le cose.
Si dicono meglio a mio avviso... Pensate ad una parola come masturbazione.
Che cazzo significa?! MASchio che si TURBA a ripetiZIONE?!
Perché si dovrebbe turbare poi?
E per le femmine?!
Che dovrebbe chiamarsi FEMTURBAZIONE?!
No no, molto meglio spararsi una sega o farsi una pippa che "masturbarsi".
Sembra quasi si stia facendo una cosa clinica o peggio ancora una roba da fighetti.
"Ehi figliolo son tre ore che sei in bagno, che succede?"
"Niente papi mi sto Masturbando, ora vengo".
Masturbazione... ma che razza di parola!
Troppo pulita per significare quel che dovrebbe significare.
Farsi una sega invece da proprio l'idea del lerciume che cola, della clandestinità del gesto...
"Ehi Figliolo son tre ore che sei in bagno che succede?"
"Niente Mà, sto a fa la cacca"
...e tutto quadra!
In The Nino
“Non condanno la masturbazione. È l’unica maniera di fare sesso con una persona che amo veramente” - Woody Allen
gli annunci di kaput
CHI L'HA VISTE?
Ieri mattina, alle prime luci dell’alba, sono scappate dalla stalletta di comparo Luì due caprette nane: Alfonso e Carolina. Comparo Luì è attonito e dice ai microfoni di Kaput che le ha viste correre, ma non ha potuto fare nulla per impedire la loro fuga. Il cavallo (a cui facevano compagnia) ora è solo in stalletta, e sente tanto la loro mancanza. Per questo Kaput chiede a chiunque le avvisti di contattare immediatamente la nostra redazione. Alfonso lo riconoscerete dagli enormi attributi maschili (sarà pure mini, ma pur sempre zappo è…), mentre Carolina dalle chiazze marroni sul manto bianco.
GRAZIE
Rolando Salustri rivolge un sentito ringraziamento alla sezione Avis di Capistrello per aver organizzato la tre giorni a Monaco durante l’Oktober Fest. Le belle giornate hanno visto i partecipanti all’iniziativa invadere pacificamente gli stand dei birrai tedeschi al grido goliardico di Po po ro po po… Si racconta anche, che prima dell’arrivo in Baviera, durante il tragitto, gli stessi abbiano tracannato un intero prosciutto in autobus e lasciato a secco tutti gli autogrill incontrati per strada. Della serie: addo se beve Dio me ci manna…
GENIO INCOMPRESO SUL MERCATO
Da indiscrezioni giornalistiche si è appreso che uno dei più grandi talenti del calcio nostrano sarebbe in vendita. Messo fuori rosa dal mister, il mitico BABA sta cercando una squadra che possa metterlo in condizione di esprimere la sua classe sopraffina. Baba lamenta il fatto che nonostante faccia pezzi stratosferici non viene comunque considerato dall’allenatore e dalla dirigenza. Paragonandosi a Maradona (“quio è comme mi”) il nostro ha poi dichiarato: A pallono ci sta veramente chi fa motozappa e chi rifinisce…
AAA CERCASI
garage olimpo
Ciao a tutti i kaputtisti. Questa volta voglio parlare di cinema. È una delle mie passioni. Mi fa emozionare. Piangere e ridere. Insegna. Stupisce. Fa riflettere. È un’arma contro l’oblio. Spesso è necessaria una testimonianza eterna circa avvenimenti che hanno infamato la storia dell’umanità, ed il cinema serve anche a questo: per non dimenticare. Voglio parlarvi di un film che ho visto ieri sera: Garage olimpo, di Marco Bechis. Ambientato nella Buenos Aires di venti anni fa, dove la vita sembra scorrere NORMALE. La protagonista, Maria, è una ragazza di 19 anni, che insegna alla gente delle favelas, triste realtà sudamericana. Dietro questa facciata si nasconde la sua opposizione contro il regime, Maria è un’attivista militante che si oppone alla dittatura militare del governo in Argentina. Ma in realtà i protagonisti sono tutti i DESAPARECIDOS, gli SCOMPARSI negli anni che vanno dal 78 all’82. Torturati nelle prigioni, nei campi di concentramento. Gettati vivi in mare con una pietra attaccata al piede. Il film ti porta direttamente in un “inferno visivo”.
Ora due parole sullo “stato terrorista” di quegli anni: è uno stato che ha una duplice facciata: una pubblica e una clandestina, al di fuori di ogni legalità. Il golpe di stato del 76 scaraventò l’Argentina in un clima di repressione totale. Uno dei crimini senza precedenti perpetuato dalla dittatura fu il furto dei neonati: dopo il parto, le donne di famiglie “sovversive” venivano uccise, e il neonato veniva affidato a una famiglia IDEOLOGICAMENTE AFFIDABILE. Migliaia sono state le persone che da quell’anno hanno subito violenze da parte dello stato: uomini donne e bambini sono scomparsi per volere del governo militare. Le persone venivano sequestrate, senza dare spiegazioni ne a loro stessi né ai familiari, venivano trasportate in centri clandestini di detenzione e qui sottoposti a torture: una di esse consisteva in ripetute scariche elettriche a basso voltaggio in parti sensibili del corpo (testicoli, viso). Dopo un periodo variabile di detenzione, i desaparecidos venivano buttati da un aereo nel Rio de la Plata o seppelliti in fosse comuni. Il termine desaparecido si riferisce proprio all’assoluta scomparsa del soggetto. Il governo democratico subentrato nel 1983 doveva far luce sugli orrori della dittatura, ma dopo un po’ di tempo la questione venne chiusa, e così gli assassini camminano ancora oggi liberi per le strade del mondo. GARAGE OLIMPO è appunto uno dei posti clandestini di tortura, e qualsiasi parola sulla profondità del film, a questo punto, mi sembra superflua: non vi resta che guardarlo. E NON DIMENTICHIAMO.
kiara
sogno?
Un giorno addormentandomi sul mio divano, mi ritrovai all’improvviso in un inferno…non so per quale preciso motivo c’ero finito, mi sembrava che nella mia vita fossi stato sempre abbastanza buono, ma dato che non ricordavo neanche la causa della mia morte, presi la cosa come un fatto immutabile e mi adattai alla mia condizione di dannato. L’inferno non era poi così diverso da come me l’avevano descritto in vita, tranne per i turni di dannazione che duravano 160 ore infernali e che lasciavano le altre 146 ore infernali per una piccola vita sociale…c’erano centri commerciali, strutture x fare sport, sale musica, ma soprattutto si scopava molto durante queste pause e dato che ero morto abbastanza giovane, subito mi mise gli occhi addosso una diavolessa di 1° livello, il grado più alto del girone, che volle subito farmi provare le delizie acrobatiche delle diavolesse in calore. Dato che era un gran pezzo di devil-gnocca di origine caraibica, non ebbi problemi ad accettare la sua proposta (se non lo facevo mi avrebbe evirato 17 volte l’ora, facendomelo ricrescere ogni volta) e ben presto passai da dannato semplice (cioè quelli che lavorano e si beccano le frustate) ad aiuto diavolo scelto, ed assunsi presto i gradi di assistente-capo perché con me tutti i dannati si trovavano bene e rendevano d più (avevo escogitato per loro un metodo frustata finto flash, fermavo la frusta ad
Siddharta
giovedì, ottobre 19, 2006
CERCASI ASPIRANTI KAPUTTISTI

Cari frequentatori,
dopo "estenuanti" riunione di redazione fatte su messanger, abbiamo fissato per sabato la prossima uscita di Kaput. E' un pò che non usciamo a fare distribuzione e in effetti abbiamo parecchio bisogno di testare le mezze spine dei nostri affezionatissimi baristi. C'è, però, un piccolo problema. Per il momento abbiamo pochi articoli (in effetti nessuno), ciò vuol dire che io e Nello dovremmo riempire tutte le pagine entro sabato mattina. Conoscendoci, so già che non lo faremo, quindi chi di voi vuole può mandarci i suoi pezzi. Chiaramente nessuno di voi riceverà in cambio una lira, ma avrà l'onore di venire a fare la "temibile" distribuzione con noi, praticamente avrà pagata una sbornia gratis di sabato, che con la crisi che gira è già un bel traguardo... Vi aspettiamo.

