domenica, ottobre 22, 2006

Capistrello 21 ottobre 2015

Dall’inviato del Corriere della Sera:

La camera 465 è vuota, l’ultimo paziente se ne è andato alle 10. Il reparto infettivo della clinica di via Roma ora può essere finalmente bruciato. Con quella di oggi, il conto delle vittime è arrivato a 3.790. Il paese è attonito. Qui, nel bel mezzo del verde, in un Abruzzo rigoglioso, si è consumata una delle più grandi tragedie degli ultimi decenni.

La malattia che aveva colpito Peppe, sei mesi fa, non aveva destato preoccupazione ne ai cittadini né alle autorità, quando però, prima la moglie e poi i figli hanno cominciato ad accusare gli stessi sintomi, il dottor Angelilli ha subito capito che tirava una brutta aria. Peccato che il governatore e la sua giunta abbiano voluto tenere la cosa nascosta per più di due mesi. Solo allora la popolazione è stata informata di essere in pericolo. A quel punto l’epidemia alcolica aveva già fatto il suo corso, e i fegati di più di mille persone erano già andati. Non sono bastati gli interventi tampone dei sanitari, la chiusura forzata di tutti i bar e il provvedimento straordinario che ha ristabilito il proibizionismo alcolico. Ormai gli abitanti vagavano inebetiti per strada con la bocca spalancata e la lingua secca, alla ricerca di una bevanda che contenesse una minima percentuale di alcol.

Alle domande dei giornalisti, arrivati nelle ultime settimane da tutto il mondo, nessuno ha voluto rispondere. Un’omertà degna del più piccolo paese del corleonese. - Tutti sapevano, ma nessuno ha agito per cambiare le cose -, questa l’unica dichiarazione strappata da un giornalista d’inchiesta ad una coppia di giovani “coraggiosi” che ancora nasconde le ultime Peroni con cui ogni sera si danno la buonanotte.

Ora per questo piccolo paese sembra il momento di rinascere. – Al posto della clinica – ha annunciato infatti il presidente del consiglio comunale (l’unico rappresentante istituzionale scampato alla tragedia) – verrà costruito in fretta e furia un centro ricreativo, uno dei più moderni, con cinema, teatro, spazi ludici per i più giovani e persino una biblioteca dotata di 3000 testi. – Non ci rimane da pensare che forse sarebbe bastato pensarci prima.

g79

le giuste parole

Ma che bello che è parlare con la lingua dei cafoni: fa tutto un altro effetto dire le cose.

Si dicono meglio a mio avviso... Pensate ad una parola come masturbazione.

Che cazzo significa?! MASchio che si TURBA a ripetiZIONE?!

Perché si dovrebbe turbare poi?

E per le femmine?!

Che dovrebbe chiamarsi FEMTURBAZIONE?!

No no, molto meglio spararsi una sega o farsi una pippa che "masturbarsi".
Sembra quasi si stia facendo una cosa clinica o peggio ancora una roba da fighetti.
"Ehi figliolo son tre ore che sei in bagno, che succede?"

"Niente papi mi sto Masturbando, ora vengo".

Masturbazione... ma che razza di parola!

Troppo pulita per significare quel che dovrebbe significare.

Farsi una sega invece da proprio l'idea del lerciume che cola, della clandestinità del gesto...

"Ehi Figliolo son tre ore che sei in bagno che succede?"

"Niente Mà, sto a fa la cacca"

...e tutto quadra!

In The Nino

“Non condanno la masturbazione. È l’unica maniera di fare sesso con una persona che amo veramente” - Woody Allen

gli annunci di kaput

CHI L'HA VISTE?

Ieri mattina, alle prime luci dell’alba, sono scappate dalla stalletta di comparo Luì due caprette nane: Alfonso e Carolina. Comparo Luì è attonito e dice ai microfoni di Kaput che le ha viste correre, ma non ha potuto fare nulla per impedire la loro fuga. Il cavallo (a cui facevano compagnia) ora è solo in stalletta, e sente tanto la loro mancanza. Per questo Kaput chiede a chiunque le avvisti di contattare immediatamente la nostra redazione. Alfonso lo riconoscerete dagli enormi attributi maschili (sarà pure mini, ma pur sempre zappo è…), mentre Carolina dalle chiazze marroni sul manto bianco.

GRAZIE

Rolando Salustri rivolge un sentito ringraziamento alla sezione Avis di Capistrello per aver organizzato la tre giorni a Monaco durante l’Oktober Fest. Le belle giornate hanno visto i partecipanti all’iniziativa invadere pacificamente gli stand dei birrai tedeschi al grido goliardico di Po po ro po po… Si racconta anche, che prima dell’arrivo in Baviera, durante il tragitto, gli stessi abbiano tracannato un intero prosciutto in autobus e lasciato a secco tutti gli autogrill incontrati per strada. Della serie: addo se beve Dio me ci manna

GENIO INCOMPRESO SUL MERCATO

Da indiscrezioni giornalistiche si è appreso che uno dei più grandi talenti del calcio nostrano sarebbe in vendita. Messo fuori rosa dal mister, il mitico BABA sta cercando una squadra che possa metterlo in condizione di esprimere la sua classe sopraffina. Baba lamenta il fatto che nonostante faccia pezzi stratosferici non viene comunque considerato dall’allenatore e dalla dirigenza. Paragonandosi a Maradona (“quio è comme mi”) il nostro ha poi dichiarato: A pallono ci sta veramente chi fa motozappa e chi rifinisce…

AAA CERCASI

Cestello elevatore funzionante per sostituzione di numero tre lampadine di lampioni inattivi da più di due mesi in via S.Andrea. Offresi lauta ricompensa.


garage olimpo

Ciao a tutti i kaputtisti. Questa volta voglio parlare di cinema. È una delle mie passioni. Mi fa emozionare. Piangere e ridere. Insegna. Stupisce. Fa riflettere. È un’arma contro l’oblio. Spesso è necessaria una testimonianza eterna circa avvenimenti che hanno infamato la storia dell’umanità, ed il cinema serve anche a questo: per non dimenticare. Voglio parlarvi di un film che ho visto ieri sera: Garage olimpo, di Marco Bechis. Ambientato nella Buenos Aires di venti anni fa, dove la vita sembra scorrere NORMALE. La protagonista, Maria, è una ragazza di 19 anni, che insegna alla gente delle favelas, triste realtà sudamericana. Dietro questa facciata si nasconde la sua opposizione contro il regime, Maria è un’attivista militante che si oppone alla dittatura militare del governo in Argentina. Ma in realtà i protagonisti sono tutti i DESAPARECIDOS, gli SCOMPARSI negli anni che vanno dal 78 all’82. Torturati nelle prigioni, nei campi di concentramento. Gettati vivi in mare con una pietra attaccata al piede. Il film ti porta direttamente in un “inferno visivo”.

Ora due parole sullo “stato terrorista” di quegli anni: è uno stato che ha una duplice facciata: una pubblica e una clandestina, al di fuori di ogni legalità. Il golpe di stato del 76 scaraventò l’Argentina in un clima di repressione totale. Uno dei crimini senza precedenti perpetuato dalla dittatura fu il furto dei neonati: dopo il parto, le donne di famiglie “sovversive” venivano uccise, e il neonato veniva affidato a una famiglia IDEOLOGICAMENTE AFFIDABILE. Migliaia sono state le persone che da quell’anno hanno subito violenze da parte dello stato: uomini donne e bambini sono scomparsi per volere del governo militare. Le persone venivano sequestrate, senza dare spiegazioni ne a loro stessi né ai familiari, venivano trasportate in centri clandestini di detenzione e qui sottoposti a torture: una di esse consisteva in ripetute scariche elettriche a basso voltaggio in parti sensibili del corpo (testicoli, viso). Dopo un periodo variabile di detenzione, i desaparecidos venivano buttati da un aereo nel Rio de la Plata o seppelliti in fosse comuni. Il termine desaparecido si riferisce proprio all’assoluta scomparsa del soggetto. Il governo democratico subentrato nel 1983 doveva far luce sugli orrori della dittatura, ma dopo un po’ di tempo la questione venne chiusa, e così gli assassini camminano ancora oggi liberi per le strade del mondo. GARAGE OLIMPO è appunto uno dei posti clandestini di tortura, e qualsiasi parola sulla profondità del film, a questo punto, mi sembra superflua: non vi resta che guardarlo. E NON DIMENTICHIAMO.

kiara

sogno?

Un giorno addormentandomi sul mio divano, mi ritrovai all’improvviso in un inferno…non so per quale preciso motivo c’ero finito, mi sembrava che nella mia vita fossi stato sempre abbastanza buono, ma dato che non ricordavo neanche la causa della mia morte, presi la cosa come un fatto immutabile e mi adattai alla mia condizione di dannato. L’inferno non era poi così diverso da come me l’avevano descritto in vita, tranne per i turni di dannazione che duravano 160 ore infernali e che lasciavano le altre 146 ore infernali per una piccola vita sociale…c’erano centri commerciali, strutture x fare sport, sale musica, ma soprattutto si scopava molto durante queste pause e dato che ero morto abbastanza giovane, subito mi mise gli occhi addosso una diavolessa di 1° livello, il grado più alto del girone, che volle subito farmi provare le delizie acrobatiche delle diavolesse in calore. Dato che era un gran pezzo di devil-gnocca di origine caraibica, non ebbi problemi ad accettare la sua proposta (se non lo facevo mi avrebbe evirato 17 volte l’ora, facendomelo ricrescere ogni volta) e ben presto passai da dannato semplice (cioè quelli che lavorano e si beccano le frustate) ad aiuto diavolo scelto, ed assunsi presto i gradi di assistente-capo perché con me tutti i dannati si trovavano bene e rendevano d più (avevo escogitato per loro un metodo frustata finto flash, fermavo la frusta ad 1 mm dalla pelle e loro dovevano gridare come in preda ad un impalamento con cactus e io gli davo una frustatine ogni 4 o 5 giusto x i segni). La mia diavolessa intanto dai lunghi capelli neri, con due piccole corna che intonate con gli occhi la rendevano irresistibile, lavorava con la burocrazia infernale per farmi avere i documenti da diavolo dato che aveva intenzioni serie con me e così dopo poco tempo mi ritrovai sposato e demonio effettivo, con tutti i poteri che ne conseguono. Potevo cambiare forma, aspetto, dimensione e perfino conto in banca, a patto che ogni tanto facessi qualche azione malvagia che abilmente, grazie alla mia “ruffianeria”, mi facevo falsificare dalla sorella della mia Idhemòna che lavorava nell’ufficio certificazioni diavolesche. La vita da demone non era malaccio, vivevamo in un palazzo rosso fuoco fuori e giallo piscio dentro, ma al di là del cattivo gusto per i colori era confortevolissimo e la mia diavolessa aveva una figa parlante. Proprio così, a volte rompeva talmente le palle al mio cazzo (scusate il gioco di parole), che lui pur di non sentirla rimaneva tutta la notte nel culo di Idhemòna e lei la mattina si incazzava con me urlando che il culo me lo dava solo quando lo decideva lei. Comunque a parte questo trascorso, vidi che quella diavolessa non era poi così cattiva e le chiesi come mai era all’inferno…lei mi raccontò la storia della sua vita facendomi due palle indescrivibili, ma facendomi capire che tutto sommato era perdonabile quello che aveva fatto, al che mi incazzai con Dio e dissi: “nella mia vita sono sempre stato smemorato e non so perché mi trovo qui, ma lei non merita di marcire tutta l’eternità quaggiù mentre voi vi godete il suo sole caraibico”. Idhemòna mi guardava con i suoi occhini da pantera orgogliosa di me e subito nella mia malsana mente balenò un’idea…”andremo a parlare col signor Dio e gli chiederemo data la sua Magnifica Onnipotente Magnanimità di riesaminare il tuo caso” “e vedremo se risponderà chiaramente a Fonzies-devil” aggiunsi col petto gonfio (fonzies-devil è una piccola licenza che mi sono presa quando mi hanno nominato diavolo e i dannati si divertivano a chiamarmi così). Ridestato dal mio delirio di onnipotenza da un demon-pompino che in segno di gratitudine mi faceva Idhemòna, iniziai a pensare su come arrivare alle porte di San Pietro eludendo tutte le sorveglianze diaboliche. Era chiaro che Satana non ci avrebbe mai permesso di lasciare i nostri posti se non altro per motivi di immagine dato che eravamo i due demoni più in vista del girone, così mi trasformai in fumo di charas (ai diavoli era permesso farsi qualche canna) e mi avvicinai ai confini tra il vapore putrido di un inferno e la spumosa nebbia-candida di un paradiso. Purtroppo come fumo non potevo controllare la corrente ed ebbi un piccolo contatto con la nebbia paradisiaca, subito scattò l’allarme e dei cavalieri bianchi scattarono con le sciabole dorate contro i cavalieri neri della palude e si fronteggiarono nella linea di confine gesticolando e parlando in varie lingue, fortunatamente riuscii a salvarmi auto-fumandomi, anche se questo mi costò 3 giorni di ritardo dal mio ritorno a casa. Appena arrivato fui accolto dalla mia diavolessa disperata che appena mi vide gli occhi ancora gonfi di fumo capì tutto e mi perdonò all’istante…io iniziai da subito a studiare la situazione, l’unico metodo per oltrepassare il confine era farci aiutare dai cavalieri bianchi del Signore, sperando che quel giorno fossero sobri dato che in paradiso si coltivava una prelibatissima uva (era questa una delle fonti di maggior richiamo ed infatti i miei amici sarebbero tutti lì). Partimmo di notte, io trasformato in fumo di nepalese (il charas ora potevano riconoscerlo) e lei in white widow (un po’ x esorcizzare la pericolosità della cosa)…così ammolecolati ci dirigemmo verso il confine, purtroppo come fumo oltre lì non potevamo andare e ci fermammo a circa 1 km dal posto di confine con i demoni intenti a stuprare varie prostitute che reclamavano la parcella. Decisi che quello era il momento giusto per passare, quindi (per non rischiare che trombassero anche idhemòna) mi trasformai in rasta-man giamaicano e Idhemòna si trasformò in joint di erba jamaicana e inscenai che a forza di fumare mi ero smarrito…il capo-demone di guardia inspirò con gusto l’odore della mia canna e ne fu persuaso, ci accordammo per 1 kg di marijuana e mi fece oltrepassare il confine felice come un diavoletto di 4000 anni…appena oltrepassato di lì subito scattò l’allarme senso anti zolfistico (in quanto diavoli anche mascherando puzzavamo di zolfo) e subito fummo circondati da moltissimi cavalieri bianchi semi-sobri…inventai li per li che ero un avvocato e che dovevo parlare di una causa con il Signor Dio e che avevo della marijuana per loro, alché Idhemòna si trasformò in donna e loro strabuzzarono gli occhi e fecero girare le aureole, ma io gli spiegai che lei non era la marijuana ma che fumando la mia ne avrebbero incontrate anche di meglio. Così riuscii ad essere portato dal Signor Dio che vidi molto Invecchiato e anche un po’ come dire, Scoglionato…provai a spiegargli ma lui mi interruppe subito perché già sapeva tutto, “chiaro è Dio pensai”! In realtà aveva delle telecamere giapponesi con maxi-schermo e controllava tutto come un grande papà…allora gli spiegai la storia di idhemòna e se lei una volta figlia anche sua non avesse diritto ad un’altra possibilità. Sua Onnipotenza pareva molto interessato e quando si svegliò disse queste parole “ci penserò su”, al che io mi incazzai come un demonio e gli dissi “mi perdoni Signor Dio, Allah, Buddha, Confucio o San Gennaro” ma noi ci siamo fatti un mazzo così per sapere la verità e lei ci dice ci penserò???” L’Onnipotente allora si levò in piedi in tutta la sua Maestosità, afferrò un otre di vino e se la sparò in gola e disse: “ma tu che cazzo parli che non sei neanche morto, adesso hai rotto i coglioni perciò torna sul divano e svegliati”! Cercai di dire, fate quello che volete ma lei è innocente, salvatela e la vidi lentamente svanire mentre era ritornata donna…bellissima. Mi svegliai di soprassalto e mi accesi un bong pensando se quello che era successo lo avevo veramente sognato, quindi guardando la mia stanza immutata e l’orologio che segnava che erano passate solo 3 ore e 33 minuti decisi che era inutile approfondire perché era solo un sogno. La mattina seguente come al solito andai a lavoro, con la mia solita grinta da malato terminale mi avviai nel freddo verso l’ufficio, quando notai per caso, proprio a 10 m dal mio ufficio, l’inaugurazione di un nuovo negozio di profumi. La novità svegliò per un attimo i miei sensi intorpiditi e decisi di andare a vedere se avevano il mio profumo preferito, entrai, l’ambiente era aperto e luminoso e le fragranze si mescolavano delicate, subito i miei occhi si posarono su una strana bottiglia rossa e nera di nome diabolik, mi avvicinai e per un attimo nel suo vetro scuro rividi gli occhi di lei ed ebbi una fitta al cuore…e fu proprio in quel momento, che sentii prendermi per mano e alzando gli occhi la vidi, bellissima che mi sorrideva, non disse nulla e mi diede un dolce bacio e poi mi porse un foglietto. La scrittura era malferma ma si leggeva chiaramente “P.S. fatti meno canne…e per il sesso estremo che farai con tua moglie chiuderò un occhio…tuo…GOD”…(anche a lui piaceva essere chiamato così). E fu così che ebbi la prova dell’esistenza divina.

Siddharta

IL LOSCO

giovedì, ottobre 19, 2006

CERCASI ASPIRANTI KAPUTTISTI


Cari frequentatori,
dopo "estenuanti" riunione di redazione fatte su messanger, abbiamo fissato per sabato la prossima uscita di Kaput. E' un pò che non usciamo a fare distribuzione e in effetti abbiamo parecchio bisogno di testare le mezze spine dei nostri affezionatissimi baristi. C'è, però, un piccolo problema. Per il momento abbiamo pochi articoli (in effetti nessuno), ciò vuol dire che io e Nello dovremmo riempire tutte le pagine entro sabato mattina. Conoscendoci, so già che non lo faremo, quindi chi di voi vuole può mandarci i suoi pezzi. Chiaramente nessuno di voi riceverà in cambio una lira, ma avrà l'onore di venire a fare la "temibile" distribuzione con noi, praticamente avrà pagata una sbornia gratis di sabato, che con la crisi che gira è già un bel traguardo... Vi aspettiamo.

domenica, settembre 24, 2006

INIZIO... CON IL PIEDE SBAGLIATO

I cambiamenti di amministrazione portano con se sempre strascichi di polemiche. Tutto ciò non poteva mancare anche nel nostro bel paese, dove dopo il successo alle amministrative d’Aprile la giunta Scatena si è insediata nel palazzo comunale. Nonostante i buoni propositi dimostrati in campagna elettorale i nuovi amministratori hanno subito messo le mani avanti sul futuro del loro governo a causa della situazione economica disastrata che pare abbia lasciato la vecchia giunta. Questo è quello che succede in tutte le parti del mondo. Chi vince le elezioni, prima di iniziare il proprio lavoro scarica eventuali responsabilità su chi ha governato prima. Così Berlusconi, alla fine del suo mandato diceva che la colpa dei problemi dell’Italia era di trent’anni di governo di sinistra (forse avrebbe bisogno di studiare un po’ di storia). Allo stesso modo il prodo Prodi e il suo mastino Padoa Schioppa stanno preparando un rilancio economico a base di tagli e sacrifici sulla spesa sociale per, a loro dire, “la scellerata politica del governo Berlusconi”. Insomma siamo alle solite, lo scarica barile che tanto piace a noi italiani. Capistrello non poteva certo esimersi da questo modo di fare politica e in questi giorni si sta intensificando il dibattito sul bilancio comunale, senza che i cittadini sappiano veramente come stanno le cose (io non credo sia troppo difficile esporre il bilancio in una bacheca pubblica).

Tutta questa premessa mi serve come spunto per riservare una critica all’attuale amministrazione. Una critica puramente personale in uno dei temi a me più cari, che potrà anche interessare poche persone, visto che per alcuni ci sono cose più importanti, ma che necessità comunque di attenzione. Parlo dei tagli alla cultura e alle manifestazioni estive (in effetti un azzeramento totale delle risorse). Come da premessa, la colpa di questa scelta, secondo i nostri governanti, è da imputare alla grave situazione delle casse comunali che non consente di investire in manifestazioni culturali nemmeno un eurocentesimo. Ora, detto che le manifestazioni culturali si possono organizzare anche attraverso finanziamenti e sponsor che non comportino ulteriori spese al comune, c’è da dire che negare a Capistrello la spensieratezza che può dare anche un “povero” cartellone di eventi significa sferrare un colpo micidiale al nostro, già martoriato, paese. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: i cittadini sono stati costretti a migrare verso altri lidi (non me ne vogliano gli abitanti, ma persino Cese, per quanto piccolo ha organizzato più serate) perdendo quell’ultima briciola di speranza di potersi divertire, per non parlare di quei pochi turisti che ancora si ostinano a passare le ferie da noi. Torneranno l’anno prossimo in un paese che non è capace di offrirgli l’acqua per lavarsi, e nemmeno una serata da raccontare come magra consolazione? Sono problemi reali di cui un’amministrazione si dovrebbe preoccupare al pari della sistemazione delle strade, prima di decidere di non destinare fondi a nessuna iniziativa, e di negare anche un minimo contributo alle associazioni che si applicano e lavorano per organizzare gli eventi (Non so alle altre, ma all’Arzibanda quest’anno sono stai destinati ZERO EURO…)

Insomma, l’amministrazione stenta ad organizzare eventi e nello stesso tempo non aiuta le iniziative prese dai gruppi che provano a fare qualcosa. Che sia un disegno politico per farci rincretinire tutti? Scherzi a parte… mi dispiace, ma come cittadino non mi sento per niente soddisfatto di aver potuto assistere solo a due serate in piazza: il concerto jazz a P.zza S.Antonio dei primi di settembre in concomitanza con il “falò di fine estate” e quella di Miss Italia. Saluti. g79

PEARL JAM - 17 SETTEMBRE - MILANO

Quando i Pearl Jam vennero in Italia nel 2000 me li lasciai scappare come uno stupido. C’erano tutte quelle persone in fila fuori dal box office e non m’andava di fare la fila… credevo di essere furbo e mi dicevo che i biglietti li avrei presi quando si sarebbero calmate le acque, senza dovermi subire la fila. Ahimè mi sbagliavo! Quando tornai al box office, che tutta la ressa dei giorni precedenti era finita, di biglietti non ce n’erano più! Inesorabilmente esauriti! Quest’anno però non mi son fatto fregare, ed ho preso i biglietti il primo giorno di vendite, a Maggio, con ben 4 mesi di anticipo. Certo, per passare 4 mesi ce né voluto, ma alla fine il fatidico giorno è arrivato. Così di mattina presto, con 4 panini ed una bottiglia di vino nello zaino io e Shack siamo partiti. In macchina fino a Roma e poi treno. Non vi dico che strazio il treno (maledette ferrovie), sedili scomodissimi che nemmeno un narcolettico sarebbe riuscito ad addormentarsi. Siamo arrivati alle 11 di mattina, così per ingannare il tempo ci siam messi a fare i turisti: abbiamo visto il duomo e la madonnina e guardato le vetrine delle boutique… ma la ragione per cui eravamo lì era un'altra: i Pearl Jam. Così Shack giustamente mi dice “oh andiamo al forum che sicuro ci starà qualcuno…” In effetti alle 3 c’era già gente lì attorno, tutti con le magliettine di gruppi come Alice in Chains, Nirvana, Soundagarden, ed ovviamente Pearl Jam. Siamo stati 4 ore lì fuori, a chiacchierare e bere birra FAXE con un amico Napoletano (ci si becca sempre con quelli di Napoli quando si va fuori chissà perché…) che s’era già sparato il concerto di Bologna e voleva per forza anticiparci delle cose, diceva “ vi dico questa e basta…”. Fortuna che di lì a poco hanno aperto i cancelli! Il Datchforum è grosso e da dove stavamo noi lo si poteva ammirare dall’alto in tutto il suo splendore. Prima dei Pearl Jam hanno suonato i My morning Jacket, un gruppo interessante che in un'altra occasione avrei ascoltato con più attenzione. Ma non vedevo l’ora di ascoltare i miei beniamini… Quando spengono le luci e si iniziano a sentire le prime note di GO, mi si drizzano i peli delle braccia e mi sento finalmente autorizzato a lasciarmi andare. Inizio al fulmicotone, dopo Go attaccano last exit, poi save you. Tutti pezzi tosti come piacciono a me… Poi Eddie Vedder, finalmente, dice qualcosa e lo dice in italiano, ci dice “mi siete mancati tantissimo”… non vi dico che boato. Suonano quasi tutti il materiale che più mi piace, che sembra quasi che il concerto lo stiano facendo solo per me, eseguono Even flow, State of love and trust, Corduroy… e quando arrivano a Black e si accendono tutte le luci del forum io e Shack ci guardiamo e senza dirci niente ci diciamo “cazzo che concerto!”. Alla fine come da copione chiudono con Yellow ledbetter, gradito omaggio ad un altro grande di Seattle: Jimi Hendrix. Quello che è venuto dopo è un lungo strazio di 14 ore: abbiamo dormito in panchina e ci siamo rifatti il viaggio di ritorno ancora più scomodi che all’andata, ma ne è valsa la pena, cazzo se ne è valsa la pena! In_the_Nino

IO AMO QUEST'UOMO

Nessuno si aspetterebbe da me, data la mia dichiarata eterosessualità, un espressione tanto forte, ma io sono veramente innamorato di un uomo, Marco Travaglio, che è esempio di obiettività e di imparzialità, di attaccamento alla patria e di voglia di cambiamento. Passata l’euforia del clima elezioni, si può tornare a parlare dei nostri governanti, in maniera serena e disinteressata, con la consapevolezza però che chi ci rappresenta, chi ci parla con toni altisonanti di onestà, di moralità, di correttezza e rispetto, non è proprio il rappresentante dell’onestà fatta persona. Certo, Berlusconi è uno dei bersagli più frequenti del nostro buon Travaglio, ma il Cavaliere in cuor suo sa che merita queste attenzioni per i molteplici coinvolgimenti criminosi…(non ultima l’accusa del giudice spagnolo Baltasar Garzon* su telecinco sospesa solo per “motivi di presidenza”)…tuttavia, non sono risparmiati centristi e sinistroidi come Mastella, D’Alema, Prodi e tutta l’allegra brigata che ci governa. In questo caso, partendo dal suo ultimo libro, “Onorevoli Wanted”, porto all’attenzione di chi ancora non lo sa, che tra i nostri governanti, 82 hanno nel curriculum queste allegre vicende: Coinvolgimento in vicende di corruzione, Coinvolgimento in fatti riguardanti la loggia segreta P2, Indagati e sotto processo, Coinvolgimenti in vicende di mafia, Persone che hanno già subito una condanna definitiva, Persone già state arrestate e già state in carcere. Il totale è di 82** parlamentari, di cui 65 di centrodestra e 17 di centrosinistra. Il primo contribuente è Forza Italia, con 29 eletti; seguono An con 14, Udc con 10, Lega Nord con 8, e in fondo Dc, Psi e Movimento per l'autonomia con 1 per ciascuno. Nell'Unione svettano Ds e Margherita (6 più 6), seguiti a distanza da Udeur e Rifondazione (2 più 2) e Rosa nel pugno (1). E’ quantomeno curioso, (frase ottimistica) sapere che tra i nostri rappresentanti parlamentari, uno su dieci sia da considerare “diversamente onesto” e che questa percentuale non esiste nemmeno a Bari Vecchia, Scampia o Palermo. Per motivi di spazio, non posso rendere noti nei dettagli i tipi di reati contestati agli illustri personaggi, ma assicuro a tutti che ci vuole impegno e perseveranza per raggiungere tali traguardi e se qualcuno ha voglia di documentarsi, esistono libri ed internet per farlo. Mi auguro che i nostri rappresentanti locali, in cui ripongo tutta la mia fiducia, non seguano l’esempio degli illustri colleghi parlamentari e che siano invece, esempio di limpidezza e trasparenza, come dovrebbero essere. Forse questo, ahimè, gli costerà la carriera politica, ma vuoi mettere la soddisfazione quando a casa, si infileranno tra le lenzuola e dormiranno soddisfatti di loro stessi? (o fregare il prossimo ti fa dormire in pace con te stesso. Agli psicologi e i religiosi l’ardua sentenza). Grazie Marco, ti voglio bene.

*Baltasar Garzon non è un pazzo comunista revoluccionario, è il giudice che ha fatto arrestare Pinochet…se non sapete chi è, vi consiglio una lettura piu sobria rispetto a Kaput ;)

** Questo dato, è variabile perché alcuni di essi, sono dei voltagabbana storici che hanno militato in molti partiti “forse per la Par Condicio

fonte: www.marcotravaglio.it Siddharta